in quale cattedrale fu nominato cardinale richelieu

Nel 1641 una nuova cospirazione dei nobili, appoggiata di nuovo dalla Spagna, quasi ebbe successo. La consacrazione della sua autorità arrivò nel 1630, in un episodio molto noto della storia francese la giornata degli ingannati. Quelli che rimasero nel Paese si lamentavano del clima di paura imperante che faceva in modo che "quasi non si parlava delle proprie miserie nemmeno in casa, con la propria famiglia". Ma questa condotta secolare sarebbe stata messa in discussione dal ministro, deciso a mettevi fine. R. allora, come luogotenente generale, riprese la campagna in Italia e, inviato un ultimatum al duca di Savoia, Carlo Emanuele I, occupò Pinerolo mentre il re invadeva la Savoia. La morte accidentale del leader della congiura, il conte de Soissons, salvò Richelieu in extremis. Nato in Osimo da Piero Stefano nel 1553, era venuto assai per tempo in grazia del Cardinale Perretti, poi Sisto V, dal quale ottenne svariate dignità: e con sempre crescente fortuna fu Canonico della Basilica Vaticana, Vescovo di Perugia, Cardinale di S. R. C., Legato della Romagna, Protettore del Santuario di Loreto. Molte sono le sue opere che restano nella nostra città specie quella parte dell' episcopio che verso nord si stende fino alla sacrestia, gli ampi magazzini annessi al palazzo episcopale, la scuderia, le cantine, le nuove carceri, il giardino signorilmente ornato con gusto secentesco; dando in tal modo splendore alla sede episcopale, con l'acquisto di vari fondi, alla sua mensa. Consacrato vescovo nel 1607, a Luçon dette prova di notevoli capacità nel governo della diocesi, preoccupato di far valere l’autorità episcopale come principio d’ordine spirituale e politico. Di nobile famiglia senese, nipote di Alessandro VII, ancor giovane inviato internunzio nelle fiandre, quindi eletto vescovo di Montalcino, era dunque il Bichi già noto per le sue doti e quando fu nominato dallo zio alla nostra sede, nel 1656 giunse tra noi. Nel ministero più strettamente spirituale il Verospi si mostrò pieno di zelo e di pietà nè molto diversa della sua fu l'.operato del suo successore il Vescovo Ludovico Betti, nato da una nobile famiglia di Ancona, che, eletto nel 1652, per soli tre anni resse la nostra Diocesi, in quanto mori nella sua città natale il 26 ottobre 1655. Grande esultanza fu tra i nostri concittadini quando Anton Maria fu nominato cardinale, e maggiore manifestarono quando Gregorio XIV lo trasferì nel 1591 dalla Chiesa di Perugia a questa di Osimo col diritto di conservare il titolo di Cardinale perugino. Il Card.. Opizio Pallavícíni che gli successe nell' agosto dello stesso anno, genovese di nascita, ben erudito nelle lettere sacre e profane, diede prova d' esser buon vescovo nei nove anni che resse la nostra Diocesi, ma più che ricordare le opere compiute da lui come nostro presule, tra le quali basterà i ripetuti lavori fatti nel Seminario e di una nuova pavimentazione fatta nella cattedrale, che purtroppo però diede luogo alla scomparsa di numerose iscrizioni antiche. Mazarin), Giulio Raimondo. Nemmeno i suoi più acerrimi nemici avrebbero potuto negarne l'intelligenza né le capacità politiche. Tuttavia R., dominando le correnti disfattiste con energia formidabile, riorganizzò la difesa e ottenne una serie di successi. Il cardinale, introdottosi nel palazzo attraverso un passaggio segreto, fece irruzione nel bel mezzo del colloquio e, comprendendo il pericolo che correva, non esitò a umiliarsi chiedendo perdono alla regina e assicurandole la sua fedeltà. Le grandi famiglie del regno supplicarono clemenza ma il Luigi XIII e Richelieu furono implacabili e Montmorency fu decapitato a Tolosa. Quando il re e la regina madre si riconciliarono, Richelieu potè fare ritorno alla corte. Con il Card. Queste benemerenze appartengono quasi tutte al primo periodo dopo di ché negli ultimi anni si trasferì a Roma amministrando la nostra Diocesi per mezzo di suoi vicari; e a Roma, dove nel 1615 era salito alla dignità di Decano del S. Collegio, mori il 30 marzo 1620. L'anno dopo, poche settimane prima della sua morte, il cardinale smantellò l'ultimo intrigo contro du lui, questa volta tramata da un giovane nobile, il marchese di Cinq-Mars, che aveva cercato di soppiantare Richelieu come uomo di fiducia di re Luigi XIII. IL CARDINALE DI RICHELIEU By Pietro Marconi Armand-Jean du Pressis Armand-Jean du Plessis Il cardinale che fu arbitro della politica della Francia Nella prima metà del Seicento il politico e cardinale francese Armand-Jean du Plessis duca di Richelieu fu determinante nel L'ascesa

Nati Il 28 Gennaio, Lo Era Il Pane Dell'ultima Cena, Raffaello Madonna Loreto, Hotel Capitol Pisa, Voglio Questa Canzone,