giobbe lotta con dio

Se ciò accadrà, mio Dio, ti prego perdonami.” DIO MIO, DIO MIO, PERCHE’ MI HAI ABBANDONATO. A casa poi il giorno dopo la riportai sul computer e oggi l’ho rispolverata trovandola più attuale che mai, evidentemente noi, uomini e donne non cambiamo facilmente certe abitudini a cominciare dalla guerra per finire nelle piccole cose quotidiane, la leggo integralmente:--” O SIGNORE ONNIPOTENTE, MI RIVOLGO A TE, PERCHE’ IL GRIDO DI PACE E DI GIUSTIZIA DA NOI RIVOLTA AI POTENTI, SEMBRA SVANITA NEL NULLA, E TI CHIEDO , “ DOV’E’ LA GIUSTIZIA DEGLI UOMINI. Nemico di chi? 1 Allora Giobbe rispose e disse: Gli atei, non si affliggono per l’assenza di Dio, per Madre Teresa, questa era la prova più terribile che potesse vivere, e in questa sofferenza sta proprio la sua immensa grandezza. Una malattia, una brutta malattia, ci mette davanti a una realtà terribile, ci viene detto che probabilmente (si probabilmente, una parola che dovrebbe addolcire la cruda realtà)la nostra salute non è delle migliori e dobbiamo farci coraggio. (...), Tutti gli orari sono GMT +1. Al termine della preghiera venni avvicinato da un sacerdote, (credo appartenesse a una chiesa di Selargius, quel sacerdote abbastanza giovane, alto, che frequentava spesso gli incontri ecumenici,)che mi disse, anzi quasi mi rimproverò per quella frase contenuta nella preghiera:“SIGNORE DOV’E’ LA TUA GIUSTIZIA” mi disse che Dio ci ha dato la capacità. Ma la lotta con Dio è quasi naturale, quando hai fede, ma senti che la tua mente non arriva a capire i dispiaceri e le lotte che la vita ti riserva, la lotta di Dio è quasi naturale quando durante lo scorrere della tua vita, gli eventi ti portano a vedere intorno a tetanta cattiveria, tanta miseria, tanta sofferenza, tanta ingiustizia. Giacobbe lotta con Dio. Per questo nell’uomo semplice di Roth non troviamo, non possiamo trovare quella vertigine che invece riconoscevamo nelle parole dei cristiani Kierkegaard, Dostoevskij, Lewis. si è ispirata, la sua capacità di affrontare le situazioni più difficili senza arrendersi mai. (continua sempre padre Brian), “Questi scritti che nascono dal cuore, servono anche ad indicare agli altri membri dell’Ordine la, strada giusta per gestire i momenti di buio e di crisi spirituale che, quasi sempre arrivano nel corso di una vita dura dedicata interamente ai poveri.”. Frase molto conosciuta per chi legge la Bibbia. Così a freddo, a noi credenti, questa notizia ci scandalizza, ci lascia quasi increduli. C’era un discreto gruppo dellanostra comunità, un bel gruppo di cattolici,alcuni fratelli ortodossi. Ecco, io grido: “ VIOLENZA! Ancora la nostra fede viene messa alla prova quando ci sono le guerre emuore tanta gente innocente , anche allora il nostro cuore sanguina, anche se il nostro dolore è proporzionale alla distanza dove è scoppiata la guerra, è proporzionale al colore della pelle, è proporzionale all’appartenenza di un credo che ci appartiene. Madre Teresa-“ non significa niente per me; mi appare un luogo vuoto! ( frase tratta dal famoso discorso di M:L:KING “ I HAVE A DREAM”, QUANDO, GLI UOMINI E DONNE CAPIRANNO CHE NON E’ CON LA VENDETTA E CON. Madre Teresa, una figura della Chiesa che ha versato diverse lacrime, testimoniando una profonda e impensabile crisi religiosa; si racconta che la suora agonizzante nello spirito, piange e chiede,: . E chiese che i seimila dollari così risparmiati fossero destinati ai suoi poveri di Calcutta, che con quella cifra avrebbero potuto essere sfamati per un anno intero. “ una sfida posta dalla fede”.Madre Teresa,insomma, doveva combattere contro i mali del mondo, ma anche e soprattutto contro la parte più difficile che doveva affrontare da sola e in segreto. Allo stesso modo, noi evitiamo l’incontro con Dio, ma è Dio che, per amor nostro, ci costringe a confrontarci con Lui per dimostrarci le nostre debolezze e la nostra dipendenza da Lui. E VOGLIO COMINCIARE CON PICCOLI ESEMPI, DEL VIVERE QUOTIDIANO. !,ma non si crea in lui, non diventa realtà quella lotta con Dio, quella rabbia che si prova nei confronti di Dio: e ricorre sempre la tragica domanda, perché a me, perché proprio a me.? 5 Ma se proprio volete insuperbire contro di me e rimproverarmi la vergogna in cui mi trovo, Ma le notizie scorrono veloci nella nostra mente, ma se succede ad un bambino bianco, italiano, sardo, Cagliaritano o addirittura del nostro quartiere, il nostro orrore cresce. Lei ha avuto momenti di grande disperazione e di grande paura quando cercava Dio senza riuscire a trovarlo”. Preso dalla particolare atmosfera, scrissi una preghiera su un foglio di carta per non rischiare di sbagliare, una preghiera che probabilmente sentivo viva dentro di me dato il particolare momento dettato dallo scoppio della guerra, una preghiera che avevo elaborata con il pensiero precedentemente alla riunione di preghiera e poi avevo scritto. Non ce ne giunge all’orecchio che un breve sussurro, ma il tuono delle sue potenti opere chi può comprenderlo? Secondo Padre Brian l’autore del libro, che ora vive in Messico ed è pure postulatore della causa di canonizzazione della religiosa,con tale decisione, ha voluto dimostrare che le parole, sono parole sue“ è stata ancora più grande” perché ha vissuto i suoi dubbi e le sue lacerazioni interiori come. !SOLO ALLORA, SIGNORE,!! Un deserto senza luce. Ti chiamerai Israele, perché hai combattuto con Dio e hai vinto. Una vita tormentata, a totale disposizione dei poveri più poveri, e la sua era in continua altalena fra momenti di grande fede, per poi precipitare nel più nero sconforto; soleva riconoscere “di essere ripiombata nell’oscurità”. E Giobbe lotta perché Dio dica qual è la verità. QUANDO, SAREMMO CAPACE DI AMARE CHI SOFFRE, CHE SIA UN NOSTRO VICINO, UN AMICO, UN NEMICO, UN DIVERSO, UN EXTRACOMUNITARIO, UNA PERSONA HANDICAPPATA E CHIUNQUE ABBIA BISOGNO DI AIUTO. Ha suscitato grande sorpresa e sconcerto in alcuni ambienti, la notizia che Madre Teresa di Calcutta,ha scritto in circa 66 anni della sua vita di apostolato, alle sue superiore e sorelle, delle lettere, che rivelano i suoi tormenti sulla fede. SIGNORE DOV’E’ LA TUA GIUSTIZIA? 1 Allora Giobbe rispose e disse: 2 «Fino a quando mi affliggerete e mi tormenterete con i vostri discorsi? Come è possibile che una donna con un carisma simile, possa avere dei dubbi sull’esistenza di Dio. La prende per sè e per la sua discendenza. Lo capiamo da un fatto estremamente importante: a Giacobbe viene imposto un nome nuovo. QUANDO, SAPREMMO DIRE “ BUON GIORNO” COL SORRISO SULLE LABBRA ANCHE A CHI FA FINTA DI NON VEDERCI. Facciamo alcuni esempi: notizie del telegiornale, oggi in IRAK in diversi attentati sono morti 54 curdie 3 militari americani,”(nostro commento) poveri ragazzi mandati a combattere una guerra crudele, 3 americani dilaniati che si aggiungono alle migliaia già morti. In Esodo al cap.32, ci viene raccontato l’episodio del vitello d’oro, perché il popolo sente lontano la presenza di Dio. Dio avvisa Adamo ed Eva che tutti i frutti degli alberi del giardino, si possono mangiare, escluso uno di una pianta posta al centro del giardino, dove c’era il frutto proibito, ma il serpente convince la donna che mangiando quel frutto, sarebbero diventati potenti e sapienti come Dio e avrebbero avuto la conoscenza del bene e del male, per cui quando nel mondo succedono cose incomprensibili ai nostri occhi, dobbiamo capire che l’uomo e la donna sono stati messi in guardia da Dio, ma poi loro hanno scelto di discernere il bene o il male. il mio errore concerne me solo. Il capostipite del popolo di Israele, infatti, non vive Dio come un padre buono, ma come un giudice intransigente, che dona la sua benedizione a chi combatte per averla, non a chi la implora. Giobbe - Capitolo 1 I. PROLOGO Satana mette Giobbe alla prova [1] C'era nella terra di Uz un uomo chiamato Giobbe: uomo integro e retto, temeva Dio ed era alieno dal male. Colui che si lascia benedire da Dio, si abbandona a Lui, si lascia trasformare da Lui, rende benedetto il mondo. 26vv.13.14.15, leggiamo : “ Al suo soffio il cielo torna sereno, la sua mano trafigge il drago fuggente. 4 Ammesso pure che io abbia sbagliato, il mio errore concerne me solo. Ricordo che anche Sandro, mi disse: sei stato un po’ duro, in questa preghiera. Io ero la figlia del tuo amore, divenuta ora la più odiata, quella che tu hai respinto, che hai gettato via come non voluta e non amata. Ancora un altro passo di una sua lettera: “ C’è tanta contraddizione nella mia anima, un profondo anelito a Dio, così profondo da far male; una sofferenza continua, e con ciò il sentimento di non essere voluta da Dio, respinta, vuota, senza fede, senza amore, senza zelo….” Il Cielo”- afferma. Ricordo che siamo scesi in una scala ripida, scavata nella roccia e ci siamo ritrovati immersi in un atmosfera magica. Ho dentro di me tante domande senza risposta che temo di rilevarle per paura di dire una bestemmia. Desiderava, e lo aveva detto chiaramente, che fossero distrutte, ma non è stata accontentata. “, Come possiamo constatare , nel credente è quasi normale che esistano momenti di sconforto. Ricordo che quando morì Marco, forse per consolarmi, mi fu detto “DIO NON ESISTE”, come se, questa frase potesse alleviare il mio stato d’animo, ed a ben pensarci, un fatto del genere; la perdita di un figlio, all’ateo procura lo stesso dolore , la vita viene stravolta allo stesso modo del credente !

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